Sono molto felice di porgere un saluto, un benvenuto e un ringraziamento a nome della Scuola Galileiana a tutti voi per aver voluto condividere questo momento di festa.
Voglio ringraziare in particolar modo la Magnifica Rettrice che con la sua presenza ed il suo saluto dimostra ancora una volta la sua continua attenzione, vicinanza e partecipazione alla vita della Scuola.
Voglio infine ringraziare la Prof.ssa Cartabia, presidente emerito della Corte Costituzionale, per aver accettato l’invito a offrirci la lectio magistralis su un argomento così importante com’è la custodia della democrazia.
Oggi ci ritroviamo in questa bellissima aula per celebrare il conseguimento del diploma galileiano da parte di 22 allieve e allievi e per festeggiare assieme il primo studente e le prime due studentesse che completano il percorso magistrale, istituito due anni fa.
Anche questo è un segno di una scuola sempre in movimento, che sa rinnovarsi e adattarsi ai tempi.
Nel congratularmi per il compimento di questo percorso importante, vi auguro di portare sempre con voi l’orgoglio di far parte di questa comunità e di essere un simbolo di quello che caratterizza la Scuola Galileiana e l’Università di Padova: la formazione di individui liberi e razionali, liberi perché razionali.
Il motto della nostra università recita “Universa universis patavina libertas” (tutta intera, per tutti, la libertà nell’Università di Padova).
Sempre più il mondo odierno è contrassegnato da tendenze che contrastano il senso di questo motto.
Da una parte chi vorrebbe una verità calata dall’alto, con la richiesta di conformarsi a quanto deciso da un principio di autorità, e dall’altro il relativismo assoluto che nega l’esistenza di qualunque forma di verità condivisa.
L’ambiente della Scuola Galileiana e l’attenzione che viene data alla formazione interdisciplinare e transdisciplinare vi ha insegnato l’importanza del confronto, di potere e sapere discutere e confrontarsi, partendo da fatti, da verità assodate scientificamente, e di farlo senza ridurre la conoscenza ad una sola dimensione.
Ciascuno di noi tende a guardare il mondo usando le lenti della disciplina che studia e che ama.
La Scuola Galileiana e il suo ambiente multidisciplinare però vi ha insegnato a capire come il confronto e la contaminazione con altre discipline permettano di arricchirci e di avere strumenti migliori per comprendere il mondo.
E avete anche sperimentato in prima persona come la propria individualità e unicità si nutra dello spirito di comunità che pervade la Scuola.
Sappiate sempre difendere con orgoglio questa vostra libertà.
Un altro invito che vi faccio è alla responsabilità.
Eccellenza e merito, che voi rappresentate, non possono e non devono essere separate dal senso di responsabilità nei confronti degli altri e della visione del bene comune.
Un senso di responsabilità che ho potuto riscontrare in prima persona appartenere alle allieve e agli allievi della Scuola, che sanno sempre mettersi in gioco in tutte le attività di orientamento e formazione che la Scuola cerca di offrire all’esterno.
Un esempio chiaro è l’entusiasmo con cui allieve ed allievi della Scuola hanno partecipato quest’anno e si sono candidati nuovamente per partecipare alla prossima edizione del progetto Me.Mo.: Merito e mobilità sociale.
Me.Mo. è un programma di orientamento, promosso dalla Scuola Sant’Anna di Pisa, che ci ha coinvolto direttamente dallo scorso anno accademico, che si propone di sostenere studentesse e studenti di merito provenienti da contesti socio-economici fragili (i cosiddetti first generation student) verso una scelta universitaria più consapevole.
È noto che il contesto e la famiglia di origine svolgono un ruolo rilevante nelle scelte di istruzione, lavorative e di vita che, soprattutto nella delicata fase della scelta per la prosecuzione degli studi, influisce in modo sempre più incisivo, limitando fortemente l’affermazione del ruolo centrale dell’istruzione e della formazione nel processo di sviluppo del nostro Paese.
Con il progetto Me.Mo. i nostri allievi e le nostre allieve hanno svolto il ruolo di tutori nei confronti di studenti selezionati del quart’anno delle scuole secondarie di secondo grado, che rientrano nella definizione di first generation student.
Gli incontri territoriali a Cagliari, Catania e Padova e l’incontro residenziale si sono svolti in un’atmosfera piena di entusiasmo e hanno permesso a studenti che difficilmente avrebbero considerato una scelta di formazione superiore di conoscere tutte le possibilità di supportare un percorso universitario e di comprendere a pieno le opportunità che tale scelta offre.
Sono molto orgoglioso della partecipazione della nostra Scuola a questo progetto, che mira a ridurre le barriere all’accesso all’istruzione universitaria e a offrire alle studentesse e agli studenti di talento provenienti da background socio-culturali meno favoriti le stesse opportunità formative dei loro coetanei.
È anche un modo concreto di contrastare un’altra visione distorta della società che pensavamo archiviata e che invece purtroppo torna a diffondersi: la meritocrazia vissuta come sopravvivenza del più forte, la negazione della possibilità di cambiare e migliorarsi con la cultura.
Me. Mo. è un antidoto concreto a questa visione e un modo virtuoso di valorizzare l’eccellenza della nostra Scuola Superiore.
Come dicevo all’inizio, la Scuola Galileiana è una scuola sempre in movimento, che sa rinnovarsi, come ha dimostrato nei suoi 21 anni di storia, a partire dalla prima direzione del Prof. Umiltà, che purtroppo ci ha lasciato quest’anno e che ci tengo a ricordare.
Molte sono le novità che abbiamo introdotto negli ultimi tre anni: il percorso magistrale, di cui oggi abbiamo i primi diplomati, quello dottorale, i programmi di formazione per gli insegnanti di scuola secondaria, le scuole tematiche in collaborazione con la Scuola Normale Superiore, i diversi programmi di orientamento, anche in collaborazione con il resto dell’ateneo e con l’associazione degli Alumni, le attività di rete con le altre Scuole Superiori di Ateneo.
Tutte queste attività sono possibili grazie alla collaborazione tra governance dell’ateneo, consiglio direttivo, personale tecnico-amministrativo e alunni e sono state facilitate dalla capacità di intercettare i finanziamenti ministeriali e dell’Unione Europea tramite il programma Next Generation EU.
Grazie anche a questi finanziamenti, la scuola è cresciuta ed è ora giunto il momento di consolidare e rendere stabile questa nuova dimensione, che proietta la Scuola Galileiana ad essere sempre più riconoscibile e riconosciuta come centro d’eccellenza.
Questo richiede un rinnovamento della struttura organizzativa ed amministrativa, che stiamo affrontando con l’aiuto della governance, e la capacità di indirizzare lo sviluppo della Scuola in modo da qualificarne sempre meglio l’identità come Scuola Superiore di Ateneo, aprendo la propria formazione di eccellenza alla comunità accademica più ampia.
L’avvio del nuovo anno vedrà anche il completamento della nuova residenza, nella sede della ex-Fusinato, dando anche una identità spaziale alla Scuola, con ambienti funzionali, esclusivamente dedicati e mantenendo l’unità logistica di residenzialità, didattica e amministrazione.
Un ulteriore segnale dell’impegno del nostro ateneo e della convinzione che sostenere percorsi di eccellenza come quelli offerti dalla Scuola Galileiana abbia un valore ed una ricaduta che va oltre la semplice formazione dei suoi allievi.
Il triennio appena chiuso ha anche visto una intensa attività di promozione della nostra Scuola e dell’intera rete delle Scuole superiori di ateneo.
Fa piacere riscontrare come già si vedano i primissimi effetti di questo sforzo, così come delle altre attività ricordate sopra.
Voglio ovviamente ringraziare tutti quanti hanno partecipato, ma in particolare il Prof. Nicolò, coordinatore uscente della classe di scienze sociali, per l’impegno che ha profuso per far conoscere e capire le opportunità offerte.
E vorrei concludere con una nota positiva, di speranza nel futuro.
Il 29 ottobre scorso abbiamo dato il benvenuto a 30 nuove matricole per il percorso quinquennale, 12 per il percorso magistrale e a 3 nuovi studenti dottorali.
È stato molto bello ascoltare le loro storie e vedere come individualità e ambizioni molto diverse fra loro riescano a mescolarsi, incontrarsi e risuonare nella scuola.
L’entusiasmo, il desiderio di conoscenza e di confronto di questi giovani diplomandi e diplomande e di tutte le nuove studentesse e studenti ci da una fiducia enorme sulla crescita di nuove generazioni di donne e uomini liberi e responsabili e ripaga degli sforzi che ciascuno di noi opera per fornire loro le migliori possibilità per crescere.
11 dicembre 2025